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Cosa Fare se l’Umidificatore non fa Vapore

Un umidificatore che non fa vapore crea subito una piccola frustrazione domestica. Lo riempi, lo accendi, senti magari un ronzio leggero, vedi qualche luce sul display, ma dalla bocchetta non esce nulla. Oppure esce una nebbiolina debolissima, quasi invisibile, e la stanza resta secca come prima. A quel punto il dubbio è inevitabile: si è rotto, oppure c’è qualcosa di semplice da controllare?

La prima cosa da chiarire è che non tutti gli umidificatori producono un “vapore” visibile. Molti apparecchi a ultrasuoni generano una nebbia fredda evidente, simile a una nuvoletta bianca. I modelli a vapore caldo producono vapore o nebbia tiepida dopo aver scaldato l’acqua. Gli umidificatori evaporativi, invece, spesso non mostrano una nuvola visibile: fanno passare aria attraverso un filtro bagnato e aumentano l’umidità in modo più discreto. Quindi, prima di parlare di guasto, bisogna capire che tipo di umidificatore hai davanti. Detto questo, se il tuo apparecchio prima faceva nebbia e ora non la fa più, le cause più comuni sono abbastanza ricorrenti: serbatoio vuoto o montato male, galleggiante bloccato, filtro saturo, calcare sul trasduttore ultrasonico, ugello ostruito, impostazione dell’umidità già raggiunta, acqua inadatta, base sporca, contatti bagnati o guasto interno. Alcuni problemi si risolvono in dieci minuti. Altri richiedono ricambi o assistenza. L’importante è procedere con ordine, senza versare acqua a caso nella base e senza smontare parti elettriche non previste dal manuale.

Indice

  • 1 Prima di tutto: capisci che tipo di umidificatore hai
  • 2 Controlla alimentazione, presa e comandi
  • 3 Verifica il livello dell’acqua e il posizionamento del serbatoio
  • 4 Controlla il galleggiante e il sensore dell’acqua
  • 5 Se è un umidificatore a ultrasuoni, guarda il trasduttore
  • 6 Se è un evaporativo, controlla filtro e stoppino
  • 7 Se è a vapore caldo, elimina il calcare con prudenza
  • 8 Controlla l’uscita del vapore e il coperchio
  • 9 Verifica l’umidostato e l’umidità impostata
  • 10 Posizione dell’umidificatore e superficie di appoggio
  • 11 Acqua del rubinetto, acqua distillata e polvere bianca
  • 12 Pulizia profonda: come farla senza rovinare l’apparecchio
  • 13 Quando il problema è il filtro da sostituire
  • 14 Se senti rumore ma non esce vapore
  • 15 Quando conviene chiamare assistenza o sostituirlo
  • 16 Come evitare che succeda di nuovo
  • 17 Conclusioni

Prima di tutto: capisci che tipo di umidificatore hai

Il comportamento corretto dell’umidificatore dipende dalla tecnologia. Un modello a ultrasuoni usa una piccola piastra o membrana vibrante, chiamata spesso trasduttore, che nebulizza l’acqua in goccioline finissime. Se funziona bene, di solito vedi una nebbiolina fredda uscire dalla bocchetta. Quando questo tipo di apparecchio non fa vapore, spesso il problema riguarda il livello dell’acqua nella base, il calcare sul trasduttore, un sensore sporco, un galleggiante bloccato o l’uscita della nebbia ostruita.

Un umidificatore evaporativo funziona in modo diverso. Ha un filtro o stoppino bagnato e un ventilatore che spinge aria attraverso quel materiale. L’acqua evapora, ma non sempre vedi una nuvola. Se l’umidità della stanza sale, l’apparecchio sta lavorando anche senza “fumo” visibile. Qui i problemi più comuni sono filtro secco, filtro intasato, serbatoio che non alimenta bene la vaschetta o ventola che non gira.

Un umidificatore a vapore caldo scalda l’acqua con una resistenza. Se non produce vapore, possono esserci calcare sull’elemento riscaldante, protezione termica intervenuta, poco acqua nella camera, serbatoio montato male o guasto alla resistenza. Questo tipo di apparecchio va trattato con molta cautela, perché può scaldare parecchio. Prima di toccarlo, bisogna sempre spegnerlo, scollegarlo e lasciarlo raffreddare.

Capire il tipo di apparecchio evita diagnosi sbagliate. Se hai un evaporativo e ti aspetti la nuvola di un ultrasuoni, potresti pensare a un guasto inesistente. Se invece hai un ultrasuoni e non vedi più nulla uscire, allora sì, vale la pena indagare.

Controlla alimentazione, presa e comandi

Sembra banale, ma il primo controllo è l’alimentazione. La spina è inserita bene? La presa funziona? Il cavo è integro? Il pulsante è davvero acceso? Se l’umidificatore ha un alimentatore esterno, controlla che sia collegato correttamente sia alla presa sia al corpo macchina. A volte l’apparecchio sembra spento per un motivo molto semplice: una multipresa disattivata, un cavo appena allentato, una presa comandata da interruttore.

Se il display si accende ma non parte, osserva eventuali simboli. Alcuni modelli mostrano icone per serbatoio vuoto, umidità raggiunta, modalità notte, timer o blocco. Altri hanno un tasto mist separato dal tasto power. Può capitare di accendere la luce del dispositivo senza attivare davvero l’emissione di nebbia. Soprattutto sui modelli con molti comandi touch, un’impostazione sbagliata può sembrare un guasto.

Prova anche a scollegare l’apparecchio per qualche minuto e poi ricollegarlo. Un reset semplice può risolvere blocchi elettronici temporanei. Non è una cura magica, ma vale la pena farlo prima di pensare al peggio. Se dopo il riavvio compaiono errori o spie particolari, cerca il significato nel manuale del modello. I codici non sono universali.

Verifica il livello dell’acqua e il posizionamento del serbatoio

Un umidificatore può non fare vapore anche con il serbatoio pieno, se l’acqua non arriva correttamente nella base. Questo succede quando il serbatoio non è inserito bene, il tappo non apre la valvola, la guarnizione è fuori sede o si è formata una bolla d’aria che impedisce il flusso. Da fuori sembra tutto normale. Dentro, però, la vaschetta di lavoro resta vuota o troppo bassa.

Spegni e scollega l’apparecchio, rimuovi il serbatoio e controlla che non ci siano incastri sbagliati. Verifica il tappo, la valvola e la guarnizione. Se il tappo è montato storto, può impedire l’uscita dell’acqua. Se la guarnizione è schiacciata o sporca, può alterare il flusso. Se il serbatoio non appoggia perfettamente sulla base, il sensore può leggere una condizione errata.

Controlla anche il livello nella vaschetta inferiore. Negli umidificatori a ultrasuoni, il trasduttore deve avere la giusta quantità d’acqua sopra. Troppa poca acqua impedisce la nebulizzazione. Troppa acqua può soffocare il trasduttore e ridurre la nebbia. Per questo non bisogna riempire la base “a sentimento” oltre le indicazioni. Il livello è progettato dal produttore.

Una piccola prova utile consiste nel togliere e rimettere il serbatoio con calma, assicurandosi che si sieda bene. Se dopo questa operazione l’umidificatore riparte per qualche secondo e poi si ferma, potresti avere un problema di alimentazione dell’acqua, valvola, galleggiante o sensore.

Controlla il galleggiante e il sensore dell’acqua

Molti umidificatori hanno un galleggiante o un sensore che rileva la presenza d’acqua. Se il galleggiante si blocca in basso, l’apparecchio pensa di essere vuoto e non parte. Se si blocca in alto o si incrosta, può dare letture strane. Il calcare, il biofilm, la polvere e i residui di additivi profumati possono ostacolare questo piccolo componente.

Il galleggiante si trova spesso nella base, vicino alla vaschetta. Deve muoversi liberamente. Con l’apparecchio scollegato, puoi controllare visivamente se è incastrato, coperto da calcare o bloccato da residui. Non forzarlo. Non tirarlo con pinze. Puliscilo con un panno morbido, un cotton fioc o una spazzolina delicata, seguendo il manuale.

Se il sensore è una piccola zona metallica o un contatto, deve essere pulito e asciutto, senza incrostazioni. Il calcare può isolare il sensore e far credere all’apparecchio che l’acqua non ci sia. Una pulizia con aceto bianco diluito o con il prodotto anticalcare indicato dal produttore può risolvere, ma sempre evitando di bagnare parti elettriche non previste. Dopo la pulizia, risciacqua bene e lascia asciugare.

Se è un umidificatore a ultrasuoni, guarda il trasduttore

Nel modello a ultrasuoni, il trasduttore è il cuore della produzione di nebbia. Di solito appare come una piccola piastra rotonda o ovale sul fondo della base. Quando si copre di calcare o residui minerali, vibra peggio e produce poca nebbia o nessuna. È una delle cause più frequenti quando il dispositivo si accende ma non nebulizza.

Il calcare si forma soprattutto se usi acqua del rubinetto dura. All’inizio è una patina quasi invisibile. Poi diventa un deposito bianco o grigiastro. Il trasduttore può sembrare pulito a occhio, ma basta un sottile strato minerale per ridurre molto l’emissione. È come mettere una coperta sopra un altoparlante: qualcosa vibra ancora, ma il risultato cambia.

Per pulirlo, spegni e scollega l’apparecchio. Svuota l’acqua, poi applica aceto bianco secondo le istruzioni del produttore o usa una soluzione anticalcare compatibile. Lascia agire il tempo indicato, quindi rimuovi il deposito con un panno morbido o una spazzolina molto delicata. Non usare oggetti metallici, lame, cacciaviti o pagliette. Il trasduttore è sensibile. Se lo graffi o lo danneggi, l’umidificatore può smettere davvero di funzionare.

Dopo il trattamento, risciacqua bene le parti che possono essere risciacquate e asciuga. Se resta odore di aceto, lascia aerare prima dell’uso. Non mescolare mai aceto con candeggina o altri disinfettanti. È una regola assoluta.

Se è un evaporativo, controlla filtro e stoppino

Negli umidificatori evaporativi, il problema spesso non è l’assenza di vapore visibile, ma il filtro che non assorbe o non lascia passare bene l’aria. Il filtro, chiamato anche wick o stoppino, deve bagnarsi e offrire una grande superficie di evaporazione. Se è secco, incrostato, indurito o pieno di minerali, l’apparecchio può funzionare ma umidificare pochissimo.

Tocca il filtro solo con l’apparecchio spento e scollegato. Se è duro, scolorito, pieno di depositi bianchi o ha cattivo odore, probabilmente va sostituito. Alcuni filtri si possono risciacquare, altri no. Alcuni produttori sconsigliano detergenti o aceto sui filtri perché possono danneggiarli. Segui il manuale. Un filtro rovinato non torna efficiente con una pulizia aggressiva.

Controlla anche che l’acqua raggiunga il filtro. Se il serbatoio è pieno ma la vaschetta resta asciutta, il problema è nel passaggio dell’acqua. Se il filtro è bagnato ma la ventola non gira, l’acqua evapora pochissimo. In questo caso ascolta se il motore della ventola parte. Un evaporativo senza ventilazione è quasi fermo, anche se contiene acqua.

Se è a vapore caldo, elimina il calcare con prudenza

Gli umidificatori a vapore caldo hanno una resistenza o una camera di ebollizione. Il calcare può depositarsi sull’elemento riscaldante, rallentare la produzione di vapore e causare spegnimenti per surriscaldamento. Se l’apparecchio si accende, scalda poco, poi si ferma, il deposito minerale è un sospetto forte.

Prima di toccarlo, lascialo raffreddare completamente. Il vapore caldo può scottare e l’acqua interna può restare molto calda anche dopo lo spegnimento. Poi svuota il serbatoio e controlla la camera secondo il manuale. Se il produttore consente l’uso di aceto bianco o prodotto decalcificante, applicalo solo nelle parti indicate. Non immergere il corpo elettrico. Non forzare croste dure con strumenti metallici.

Dopo la decalcificazione, risciacqua con cura. Qualunque residuo nella camera può generare odori o schiuma nella successiva accensione. Se il problema ritorna subito, l’acqua che usi è probabilmente molto dura o la resistenza è già danneggiata. In quel caso può convenire usare acqua demineralizzata o sostituire il prodotto, secondo costi e condizioni.

Controlla l’uscita del vapore e il coperchio

A volte l’umidificatore produce nebbia, ma questa non riesce a uscire. L’ugello, il tubo verticale, il coperchio o il condotto di emissione possono essere ostruiti da condensa, calcare, polvere o residui di oli essenziali. Il risultato è strano: nella base si vede un po’ di nebbia, ma dalla parte superiore non arriva quasi nulla.

Rimuovi il coperchio e controlla il percorso della nebbia. Molti modelli hanno un camino interno che deve essere allineato. Se il coperchio è montato male o ruotato nel verso sbagliato, l’uscita può restare parzialmente chiusa. Se l’ugello è pieno di gocce o deposito, puliscilo con acqua tiepida e un panno morbido.

Non usare oli essenziali nel serbatoio se il produttore non lo consente. È una causa molto comune di problemi. Gli oli non si sciolgono davvero nell’acqua, possono depositarsi sulla plastica, ostruire condotti, rovinare guarnizioni e lasciare residui appiccicosi. Se vuoi profumare l’ambiente, usa solo umidificatori con vaschetta aromi dedicata o diffusori progettati per oli essenziali. Un umidificatore non è automaticamente un diffusore.

Verifica l’umidostato e l’umidità impostata

Molti umidificatori moderni hanno un umidostato. Se la stanza ha già raggiunto l’umidità impostata, l’apparecchio riduce o ferma l’emissione. Tu guardi la bocchetta e pensi che non funzioni, ma in realtà sta rispettando il target. Questo succede spesso quando l’impostazione è bassa, per esempio 40 o 45%, e la stanza è già intorno a quel valore.

Prova a impostare un valore più alto per qualche minuto, oppure passa in modalità manuale se disponibile. Se la nebbia riparte, il problema non è tecnico. Era solo il controllo automatico. Naturalmente non conviene mantenere l’umidità troppo alta. Un ambiente costantemente sopra il 50 o 60% può favorire condensa, muffa e acari, soprattutto in stanze fredde o poco ventilate.

Usare un igrometro indipendente aiuta molto. I sensori integrati negli umidificatori possono leggere l’umidità vicino all’apparecchio, non quella media della stanza. Se l’umidificatore è in un angolo o vicino alla sua stessa emissione, può credere che la stanza sia già umida. Spostarlo in una posizione più aperta può migliorare la lettura e la distribuzione.

Posizione dell’umidificatore e superficie di appoggio

L’umidificatore deve stare su una superficie piana, stabile e resistente all’umidità. Se è inclinato, il livello dell’acqua nella base può risultare errato. Alcuni sensori sono sensibili alla posizione. Una mensola leggermente storta o un mobile instabile possono bastare a far lavorare male l’apparecchio.

Non metterlo a terra su tappeti spessi, dove l’aria può circolare male e l’apparecchio può aspirare polvere. Non appoggiarlo vicino a tende, pareti fredde, prese elettriche, mobili in legno delicato o superfici che possono bagnarsi. Se la nebbia ricade subito sul tavolo invece di disperdersi, può creare gocce e far credere che non stia umidificando bene. In realtà sta solo condensando nel punto sbagliato.

La stanza conta. In ambienti molto grandi, un umidificatore piccolo può produrre vapore ma non aumentare davvero l’umidità percepita. In una stanza molto fredda, la nebbia può condensare prima. In una stanza con porte aperte, l’umidità si disperde. Non sempre il problema è l’apparecchio. A volte è sottodimensionato o posizionato male.

Acqua del rubinetto, acqua distillata e polvere bianca

L’acqua dura è nemica di molti umidificatori. Contiene minerali che si depositano sulle parti interne e, nei modelli a ultrasuoni, possono essere dispersi nell’aria sotto forma di polvere bianca. Questo non solo sporca mobili e superfici, ma può anche accelerare l’intasamento del trasduttore e dei condotti.

Usare acqua distillata o demineralizzata riduce molto il problema. Non sempre è obbligatorio, ma diventa consigliabile se l’acqua di casa è molto calcarea, se l’umidificatore è a ultrasuoni o se noti deposito bianco. Alcuni modelli usano cartucce demineralizzanti, ma vanno sostituite secondo istruzioni. Una cartuccia esaurita non protegge più.

Non usare acqua profumata, additivi non autorizzati, ammorbidenti, disinfettanti casuali o soluzioni fai da te nel serbatoio. Tutto ciò che entra nell’acqua può finire nell’aria o nelle parti interne. Un umidificatore deve diffondere umidità pulita, non aerosol di sostanze improvvisate.

Pulizia profonda: come farla senza rovinare l’apparecchio

Una pulizia profonda può risolvere molti casi di mancata emissione. Spegni e scollega l’apparecchio, svuota serbatoio e base, smonta le parti removibili previste dal manuale e separa eventuali filtri. Il serbatoio può essere lavato con acqua e, se indicato, aceto bianco diluito per sciogliere i minerali. La base va trattata con più attenzione, perché contiene componenti elettrici o sensori.

Lascia agire l’aceto solo nelle zone con calcare e per il tempo consigliato. Poi usa una spazzola morbida o un panno. Non graffiare il trasduttore, non allargare fori, non infilare oggetti nei condotti interni. Risciacqua bene le parti lavabili e asciuga con cura. Prima di ricollegare, assicurati che le zone elettriche siano asciutte.

Se vuoi disinfettare, usa solo metodi compatibili con il manuale. Alcuni produttori ammettono soluzioni con acqua ossigenata o candeggina molto diluita per certe parti, altri le sconsigliano. Mai mescolare aceto e candeggina. Mai mescolare prodotti chimici pensando di aumentare l’effetto. L’unico effetto sicuro potrebbe essere un gas irritante e pericoloso. In casa non serve fare chimica sperimentale.

Quando il problema è il filtro da sostituire

Se il tuo umidificatore usa un filtro, una cartuccia o un elemento assorbente, prima o poi va sostituito. Non basta lavarlo all’infinito. Un filtro saturo di minerali perde capacità di assorbire acqua e di lasciar passare aria. A volte diventa duro, odora di chiuso o cambia colore. Anche se l’apparecchio si accende, la produzione di umidità cala molto.

La frequenza di sostituzione dipende da uso, durezza dell’acqua e modello. Un umidificatore usato ogni notte con acqua dura consuma i filtri più rapidamente di uno usato saltuariamente con acqua demineralizzata. Se dopo la pulizia il vapore non torna e il filtro è vecchio, sostituirlo è spesso la soluzione più logica.

Non usare filtri non compatibili solo perché “entrano più o meno”. Un filtro troppo spesso può bloccare l’aria. Uno troppo piccolo può lasciare passare sporco o non bagnarsi bene. I ricambi corretti non sono un dettaglio commerciale: fanno parte del funzionamento dell’apparecchio.

Se senti rumore ma non esce vapore

Un ronzio senza vapore può avere cause diverse. In un ultrasuoni, può indicare che l’elettronica alimenta il trasduttore ma la membrana è sporca, coperta da troppo poca o troppa acqua, oppure danneggiata. In un evaporativo, può significare che la ventola gira ma il filtro non è bagnato o è intasato. In un modello caldo, può indicare che il sistema prova a scaldare ma va in protezione.

Osserva dove nasce il rumore. Se la ventola soffia ma non cambia nulla nell’umidità, controlla filtro e alimentazione dell’acqua. Se il trasduttore vibra e nella base si vede una piccola nebbia che non esce dalla bocchetta, controlla condotto e coperchio. Se l’apparecchio fa un rumore insolito, metallico, intermittente o odore di bruciato, spegnilo subito e non insistere.

Continuare a far funzionare un umidificatore a secco o in protezione può peggiorare il problema. Un apparecchio senza acqua sufficiente può surriscaldarsi o rovinare componenti. Se dopo pulizia e controlli base non riparte, è meglio fermarsi.

Quando conviene chiamare assistenza o sostituirlo

Serve assistenza se l’umidificatore non si accende, se il display segnala errori persistenti, se il trasduttore non vibra più, se la ventola non gira, se la resistenza non scalda, se perde acqua dalla base, se il cavo è danneggiato o se senti odore di bruciato. Non aprire il corpo elettrico se non sei qualificato. Dentro ci sono alimentazione, schede, componenti e, in alcuni modelli, parti che lavorano con calore o alta frequenza.

Conviene valutare la sostituzione se l’apparecchio è economico, vecchio, molto incrostato o se il costo del ricambio supera il valore del prodotto. Un trasduttore danneggiato, una scheda guasta o una base infiltrata d’acqua possono non valere la riparazione. Invece, filtri, tappi, guarnizioni e cartucce sono spesso ricambi normali.

Prima di buttare tutto, controlla la garanzia. Se l’umidificatore è recente e hai usato acqua e pulizia secondo manuale, contatta il produttore. Non smontarlo prima, perché potresti perdere la copertura.

Come evitare che succeda di nuovo

La prevenzione è molto semplice, ma va fatta con costanza. Svuota il serbatoio quando non usi l’apparecchio, non lasciare acqua stagnante per giorni, pulisci regolarmente base e serbatoio, usa acqua a basso contenuto minerale se possibile, sostituisci filtri e cartucce quando necessario e lascia asciugare tutto prima di riporlo. Un umidificatore dimenticato pieno d’acqua è quasi sempre un futuro problema.

Se lo usi ogni giorno, la pulizia deve essere frequente. L’acqua ferma favorisce crescita di microrganismi e i minerali si depositano rapidamente. Il calcare che oggi è un velo, tra due settimane può diventare una crosta. E una crosta sul trasduttore significa nebbia debole, rumore strano e frustrazione.

Mantieni anche l’umidità della stanza entro valori sensati. Un ambiente troppo umido può creare condensa e muffa su pareti, finestre e tessuti. L’umidificatore serve a correggere aria secca, non a trasformare la camera in una serra tropicale.

Conclusioni

Se l’umidificatore non fa vapore, non partire subito dall’idea che sia rotto. Prima identifica il tipo di apparecchio: ultrasuoni, evaporativo o vapore caldo. Poi controlla alimentazione, serbatoio, livello dell’acqua, posizionamento, galleggiante, sensori, filtri, trasduttore, uscita della nebbia e impostazione dell’umidostato. In molti casi il problema è calcare, filtro saturo, serbatoio montato male o umidità già raggiunta. La pulizia è spesso la soluzione più efficace. Aceto bianco o prodotti anticalcare compatibili aiutano contro i depositi minerali, ma devono essere usati con prudenza e mai mescolati con candeggina o altri prodotti. Nei modelli a ultrasuoni, il trasduttore va pulito con grande delicatezza. Nei modelli evaporativi, il filtro è il primo sospettato. Nei modelli a vapore caldo, calcare e surriscaldamento sono controlli prioritari.

Se dopo pulizia, reset e verifiche l’apparecchio continua a non produrre vapore, oppure presenta perdite, odore di bruciato, errori persistenti o componenti elettrici sospetti, meglio fermarsi e contattare l’assistenza. Un umidificatore deve migliorare l’aria di casa, non diventare una fonte di rischi o di aerosol sporco. Con acqua adatta, pulizia regolare e qualche controllo periodico, nella maggior parte dei casi tornerà a fare il suo lavoro: aggiungere umidità in modo semplice, sicuro e silenzioso.

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Luca Paraggi

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